Per una qualunque notizia, parere o informazione, su qualunque argomento e su chiunque, la risposta, oggi, è sempre la stessa: INTERNET.

Su questa pagina riporto più o meno quanto è già noto sul mio conto e qualcosa di più sui temi di interesse comune che seguo da vicino.


mercoledì 30 dicembre 2009

L'UE vuole davvero la tutela dei mari?

Per la tutela del mare e delle aree marittime, ci sono (e saranno) tanti progetti. Tuttavia i tanti gruppi di lavoro che cercano oggi di operare al servizio di questa causa, operano attraverso l'aiuto di un sistema che paradossalmente supporta iniziative contrarie ai propositi per i quali si cerca di lavorare.
Quale è il senso di tutti questi sforzi di tutela del mare se lo stesso sistema Europeo devolve in un battibaleno somme di denaro (v. articolo) tali da distruggere lo sviluppo della stessa sostenibilità marina?
Sul Times Online, articolo su http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article6943367.ece,
si legge un'informazione che avvicina l'Europa a uno scenario drammatico: l'Europa decreta leggi per il business della pesca a imprese che utilizzano il mare senza assicurarne sostenibilità (in questo caso alla specie dei tonni bluefin).
35 milioni di Euro. Numeri, non parole. Ma dove investe oggi la Comunità Europea una somma altrettanto concreta per la "conversione/innovazione" delle attività produttive delle imprese di pesca (da "raccoglitrici" a "produttrici di processi di pesca sostenibili")?
Se 35 milioni fossero investiti anche per "chi investe in un mare sostenibile", con possibili progetti realizzabili, che ricadute economiche potrebbe avere il già compromesso attuale settore della pesca? del turismo? della qualità di vita data dalla qualità dell'ambiente?
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Marco CESTARI
TIME PROJECT- Tourism Marketing- Sustainable Development
http://www.time-project.com
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sabato 19 dicembre 2009

Un mondo al contrario

Sette Capodogli muoiono sulle spiagge della puglia. Colpa dei sonar dei militari o delle compagnie petrolifere. No magari sono state le buste di plastica. Sette Capodogli sono forse il numero di balene presenti in quel momento in Adriatico. Sette balene di quelle dei grandi romanzi, delle grandi epopee della pesca, dei cartoni dei bambini. Il simbolo della vita sulla terra: meravigliosi mammiferi che vivono in mare; l'origine della vita.
La notizia è quasi ignorata dalla stragrande maggioranza della popolazione in Abruzzo e nelle Marche. L'interesse dei politici marchigiani è tutto rivolto al rigassificatore di Porto Recanati: soldi freschi per il Comune e la Regione, un'occasione unica che salva il bilancio di pochi amministratori, per pochi anni, a spese di tutti e a danno dell'ambiente. E chi se ne frega!

Il traffico ingoia le città , l'inquinamento uccide anche più degli incidenti automobilistici, usare la bicicletta vuol dire rischiare la vita, uscire di casa con un passeggino diventa un'impresa. Le automobili hanno ormai intrappolato l'uomo nelle proprie case. Trenitalia taglia il 90% delle fermate alle stazioni di San Benedetto e Giulianova. Rende impossibile un pendolarismo su mezzi pubblici e fornisce l'ennesimo colpo basso al turismo costiero adriatico. Spacca e Chiodi trionfalmente annunciano in pompa magna un'altra autostrada! E' chiamata la Dorsale alternativa che favorirà lo sviluppo. Ma alternativa a cosa? Sviluppo di cosa? Non si sono mai visti i pompieri usare benzina per spegnere il fuoco, usano sempre l'acqua. Chissà, forse ci sarà un motivo!

Il commercio al dettaglio nei centri storici è ormai massacrato dai Centri Commerciali di periferia. Sono il luogo più sicuro dove si può andare a fare shopping senza rischiare di rimanere intossicati dall'inquinamento o avere i figli investiti da un'automobile. Ormai la conocorrenza si batte solo pedonalizzando le strade e creando i cosiddetti centri commerciali naturali, luoghi di alta qualità ambientale e di vita che danno spesso nuova linfa ai centri storici. A Civitanova esultano per la pioggia che ha ridotto l'inquinamento dell'aria. Il Sindaco trionfante può riaprire al traffico il centro storico nelle domeniche vicine alle festività natalizie. Salvaguardare sempre e solo l'interesse di pochi, il denaro di una èlite a scapito dell'ambiente e degli interessi della collettività.

Non so perchè ma ho l'impressione che tutto ciò non abbia nulla di diverso da ciò che è andato in scena nei giorni scorsi a Copenaghen: tutti sanno ma nessuno vuol fare, la parola d'ordine è rimandare; chi vivrà vedrà!.
Siamo una generazione che ha prodotto dei mostri: una classe politica capace di guardare solo il dito senza neanche sapere se stia indicando davvero la luna!
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lunedì 7 dicembre 2009


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giovedì 3 dicembre 2009

Fiocco rosa: è nata "394"

A Sabaudia, in provincia di Latina, nel cuore del Parco Nazionale del Circeo, la scorsa settimana, è stata fondata l'associazione nazionale dei dipendenti delle aree protette, denominata "394". Non un acronimo, come si usa in questi casi, ma un numero. Un numero che vuole indicare i legami che i dipendenti delle aree protette sentono di avere con i principi che sono stati alla base della stesura della legge quadro sulle aree protette n.394 del 6 dicembre 1991. Ancora qualche giorno e la legge compirà il suo diciottesimo anno di età. Per rimarcare questa data e per rinsaldare il legame che caratterizza tutti coloro che operano e lavorano quotidianamente nelle aree protette italiane il numero della legge è stato scelto come simbolo e nome della neo-costituita associazione.
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SABAUDIA (Lt), Parco Nazionale del Circeo. 28 novembre 2009. Il momento della firma dell'atto costitutivo di "394 Associazione Nazionale Dipendenti Aree Protette". Nella foto di Roberta EMILI (Parco Nazionale dei Monti Sibillini), Vicepresidente dell'Associazione; da sinistra Pierluca GAGLIOPPA (Riserva Naturale di Monterano), Andrea GENNAI (Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Falterona e Campigna); Elio TOMPETRINI (Parco Nazionale del Gran Paradiso) Presidente dell'Associazione; Gerardo TRAVAGLIO (Parco Nazionale del Pollino); Massimo TUFANO (Agenzia dei Parchi del Lazio); Fabio VALLAROLA (Parco Nazionale del Gran Sassoe Monti della Laga).
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domenica 22 novembre 2009

Una classe politica impresentabile!

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Ieri a Roseto degli Abruzzi è andata in scena l'Italia!

Un convegno sul tema della mobilità ciclabile tra tre cittadine costiere teramane, Pineto, Roseto e Giulianova, inserite nella probelmatica dell'attraversamento della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, si è trasformato nel triste panorama di urla e spettacolo a cui la politica televisiva di oggi ci ha ormai abituato.

Il problema vero, però, non è stato il modo incivile con cui alcuni politici hanno approcciato ad un dibattito dove erano semplici ospiti, quanto l'assurda situazione a cui tutti hanno assistito: due universi paralleli che rischiano ormai di non incotrarsi più.
Da una parte gli esperti provenienti da tutta Italia a spese proprie, intervenuti in un convegno organizzato a spese dei cittadini che si sono autotassati per poter parlare di argomenti di comune interesse. Esperti che hanno portato contributi importanti alla conoscenza della materia e che hanno ricevuto continui e scroscianti applausi da parte dell'intera sala, stracolma fino a riempire ogni metro quadro dei posti in piedi.
Dall'altra parte, una passerella di politici, con auto blu ed autista al seguito, tronfi nel loro ruolo di autorità, che arrivano in ritardo, stringono mani, sorridono, interrompono il convegno, dicono una sfilza di ovvietà basandosi su informazioni sbagliate risalenti agli anni 60 piene di pregiudizi e sentito dire che, senza che loro se ne accorgessero, sostenevano il contrario di quello che gli esperti stavano dicendo in sala, e che, alla fine del proprio intervento, se ne vanno scusandosi per i loro tanti ed improrogabili impegni.
Quando alla fine i pochi politici rimasti si sono accapigliati, urlandosi addosso l'un l'altro, la sala si è pian piano svuotata e le persone che uscivano, nel profodo del loro cuore, avevano tutti avuto questa stessa impressione: due universi paralleli che ormai non si incontrano più!

La speranza è riposta in quei pochi amministratori che, a differenza dei più, hanno ascoltato e preso appunti fino alla fine, senza neanche chiedere di intervenire, e che forse, in chissà quale futuro troveranno da qualche parte la forza di portare un ricambio e una ventata di freschezza in questa Italia malata.
La speranza è sempre l'ultima a morire!.

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Un grazie di cuore a coloro che in maniera disintressata hanno contribuito, con il loro sapere e la loro instancabile attività, alla riuscita della manifestazione, nelle scuole, durante il convegno e nella biciclettata odierna. Mi fa piacere elencarli tutti nella speranza di non dimenticare nessuno: Dante CASERTA, Gianluigi CAMILLINI, Fabio CELOMMI, Marco CESTARI, Valter CIAFFONI, Fabio CIPOLLETTI, Adriano DE ASCENTIIS, Marina DE ASCENTIIS, Lucio DE MARCELIIS, Raffaele DI MARCELLO, Mario MAZZONI, Giovanni PETTINARO, Franco SBROLLA, Sergio TREVISANI, Alessandro TURSI, Mauro VANNI e tutti gli altri attivi nel Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano.

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mercoledì 18 novembre 2009

Ben 150 anni fa Darwin ci volle dire qualcosa ...

Ma non lo abbiamo ancora capito!

Attiva i sottotioli in italiano se necessario

Grazie a Giannicola per questo meraviglioso spunto.

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lunedì 2 novembre 2009

In Montenegro il Parco più antico

E' del 1878 il più antico Parco Nazionale europeo, solo un paio di anni più giovane del più antico Parco Nazionale del mondo, quello di Yellowstone. Si tratta del Nacionalni Park Biogradska Gora, area protetta incontaminata dell'interno del Montenegro, fortemente voluto dal re Nikola, che rimase affascinato dalla bellezza del Lago Biograd (Biogradsko Jezero) e della foresta vergine circostante. Ciò avvenne subito dopo aver ricevuto in dono la proprietà dei suoli da parte dei locali a seguito di una sua visita. Il re ordinò che venissero posti immediatamente sotto tutela i 1600 ettari della foresta primordiale di quelle montagne per la loro caratteristica bellezza.
Si tratta di una novità per la cultura delle aree protette europee che, fino ad oggi, ha sempre riconosciuto alla Svezia questo primato. Certamente ha influito la cultura scandinava da sempre legata ai temi della conservazione della natura ma avrà fatto la sua parte anche il fatto che solo di recente il Montenegro è percepito a pieno titolo come area facente parte del continente europeo.
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domenica 18 ottobre 2009

Finalmente Silvi e Pineto ciclabili!

Il Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (http://www.abruzzoinbici.it/) è riuscito ad organizzare un momento davvero unico. Per la prima volta, anche se solo per un giorno, Silvi e Pineto, le due note località costiere della Provincia di Teramo, sono stati collegati ciclisticamente. Oggi si è riusciti, infatti, a far attraversare l'area della Torre di Cerrano, che preclude da sempre la possibilità di collegamento tra le due aree rivierasche, in sella ad una bici.
In occasione dell'appuntamento di Silvi della usuale due giorni "+Bici-SUV", che il coordinamento organizza periodicamente e in forma itinerante, per sensibilizzare sulle tematiche della mobilità sostenibile, si era concordato con tutte le amministrazioni interessate per avere questa possibilità in occasione della biciclettata della domenica.

E' stato un momento particolarmente importante perchè il gruppo di una ventina di ciclisti provenienti da Silvi, per la prima volta hanno trovato aperti i cancelli dell'area di pertinenza di Torre Cerrano ed hanno potuto transitare ai piedi dell'imponente fortificazione cotinuando il loro percorso verso Pineto.
Si tratta di un piccolo tratto , quello finalmente percorso, me di un grande momento. E' il primo passo per la stabilizzazione definitiva del transito a cui tutte le amministrazioni interessate stanno lavorando alacremente. Il transito di oggi era infatti una prova generale per consentire in futuro la sistemazione di un passaggio definitivo ai piedi della Torre di Cerrano che consentirebbe di dare continuità al Corridoio Verde Adriatico, ciclabile ormai quasi completa lungo la costa che unisce Marche e Abruzzo.

Un ringraziamento va a tutti, associazioni, amministrazioni e semplici cittadini che si stano dando da fare affinchè la cicabilità del nostro territorio divenga una realtà.
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venerdì 25 settembre 2009

Cosa succede a L'Aquila?

Eddyburg pubblica il dossier L'Aquila a cura di Frisch, De Lucia, De Marco, Liberatore e Perrotti. Una lucida ed il più possibile oggettiva analisi di quanto a L'Aquila è successo, ma soprattutto cosà potrà succedere, da un punto di vista urbanistico e sociale per le politiche utilizzate nella ricostruzione post-terremoto.
Dossier scaricabile in formato pdf da: http://eddyburg.it/article/view/13889/
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No al nucleare in Abruzzo

Lettera aperta al Presidente
della Regione Abruzzo Gianni CHIODI
Sig. Presidente Gianni Chiodi, in seguito ad un articolo di Repubblica del 26/2/09 in cui l'Abruzzo figurava tra le regioni favorevoli ad ospitare centrali nucleari nella regione Abruzzo, lei espresse la sua contrarietà all’installazione dei suddetti impianti, dimostrando una visione moderna di sviluppo e rispetto per le generazioni future .
Martedì 3 marzo 2009 fu presentata in Consiglio regionale una risoluzione urgenterecante una proposta di deliberazione per formalizzare la contrarietà del Consiglio, all'ipotesi di installazione di una centrale nucleare e siti di stoccaggio di materiale radioattivo da far pervenire al Presidente del Consiglio dei Ministri .
Inspiegabilmente tale risoluzione è stata bocciata da 22 consiglieri del centro destra .
Non ci risultano atti sostitutivi di fondata rilevanza che avvalorino la sua contrarietà, e se le buone intenzioni non sono seguite da atti concreti - come lei ben saprà -, assumono tutta l'aria di una vera e propria presa in giro .
A fine settembre, per le Regioni, scade il termine per impugnare la Legge 99 del 23 luglio 2009 su “Sviluppo, internalizzazione delle imprese ed energia” che reintroduce in Italia il nucleare.
Trascorso questo termine il governo potrà decidere in totale autonomia dove collocare le centrali nucleari (se ne ipotizzano 8-10), scavalcando completamente i Governi locali, impedendo l’informazione dei cittadini fino ad arrivare alla militarizzazione degli impianti la cui localizzazione sarà proposta da operatori privati. Le regioni non avranno nessuna voce in capitolo tranne un parere non vincolante in sede di Conferenza unificata Stato Regioni. Un iter di questo genere è in assoluto contrasto con quanto stabilisce il Titolo V della Costituzione sui poteri concorrenti delle Regioni in materia di Governo del territorio e sul rispetto del principio di leale collaborazione.
Pertanto, preghiamo lei e tutti i consiglieri regionali prima del 30 settembre, nei modi a lei congeniali e rigorosamente formali a produrre una netta e chiara contrarietà all'installazione di centrali nucleari e depositi di scorie radioattive nella regione Abruzzo, ed ad impugnare innanzi alla Corte Costituzionale la l. n. 99/09 in materia di energia nucleare entro i termini di legittimità costituzionale, come peraltro è già stato fatto da altre Regioni".
WWF, Legambiente, Greenpeace
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lunedì 14 settembre 2009

Mante in Adriatico

Non c'è verso, l'Adriatico non vuole morire.
Lo inquiniamo quotidianamente con l'apporto dell'acqua di fiumi che puzzano di fogna, ci si naviga con una quantità enorme di imbarcazioni che non hanno nulla di ecosotenibile, scarifichiamo i fondali costantemente durante tutto l'anno, a largo con lo strascico e sotto costa con le turbosoffianti, cementifichiamo la costa e livelliamo le poche dune residue con ruspe ed escavatori, continuiamo a costruirvi piattaforme offshore e gassificatori, riusciamo, all'insaputa di tutti, anche ad affondarvi carrette del mare cariche di residui tossici e, addirittura, durante l'ultimo conflitto nella ex-Jugoslavia, vi abbiamo sganciato una tale quantità di bombe inesplose da far risollevare l'economia Usa,
... eppure ... non vuole morire!!!.
Nei mesi scorsi una Megattera (Megaptera novaeangliae), ora addirittura le Mante (Mobular mobular), avvistate qualche giorno fa a largo della costa abruzzese da volontari di Marevivo.
Questo mare continua a sorprenderci ogni giorno di più, come se avesse deciso di tirar fuori i suoi migliori gioielli per convincerci a salvarlo.
SALVARTI? Giammai!
Sono le tue ultime cartucce, caro mio amico mare: presto ti ridurremo in una pozza maleodorante!. Noi da quassù non abbiamo alcuna intenzione di cambiare le nostre strategie!
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sabato 5 settembre 2009

Tonno rosso da salvare

L'Unione europea decidera' la sua posizione in merito alla possibile inclusione del Tonno rosso tra le specie protette dall'appendice I della Cites a partire dal 2010, con consequente proibizione del commercio internazionale di questa specie e dei suoi prodotti derivati. Provvedimento importante alla luce del rischio di estinzione che corre la specie nel Mar Mediterraneo.
Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito hanno già pubblicamente sostenuto la proposta. La posizione dell'Italia diviene importante in considerazione della sua posizione strategica in Mediterraneo.
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lunedì 24 agosto 2009

E la Regione dimenticò il Borsacchio!

Sul sito web della Regione Abruzzo è stata pubblicato l'Avviso ai Comuni di deposito della prima stesura della cartografia tematica di analisi, propedeutica al Nuovo Piano Regionale Paesaggistico. Si tratta di un invito alle amministrazioni comunali abruzzesi di farsi parte attiva nella definizione della "Cartografia tematica di analisi, propedeutica al nuovo Piano Regionale Paesaggistico (prima stesura)".

Un invito a verificare quanto riportato ed a segnalare eventuali integrazioni o correzioni da apportare nell'ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica che sta effettuando il nuovo Piano Paesaggistico Regionale.

Le segnalazioni alla Regione Abruzzo andranno effettuate entro il prossimo 15 ottobre 2009 e le aree da verificare sulle varie carte tematiche sono molte. Sarà importante anche per il mondo delle associazioni di protezione ambientale effettuare una attenta analisi del materiale pubblicato ad evitare spiacevoli equivoci.

Da una prima sommaria verifica si è già visto che mancano importanti riferimenti nella Carta dei Vincoli, quali ad esempio la Zona di Protezione Speciale "Sentina" alla Foce del Fiume Tronto e l'intera Riserva Naturale Regionale Guidata del Borsacchio, davvero assurdo visto che la cartografia di quest'ultima area protetta è pubblicata sul B.U.R.A. fin dal 2005.

Scontata, invece, appare la dimenticanza sull'area demaniale a terra dell'Area Marina Protetta Torre del Cerrano che, per quanto già inserita nelle aree di reperimento della Lege 394/91 con la cartografia già approvata dal Consiglio Regionale, di fatto, manca ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Si spera, ovviamente, che per dimenticanze così evidenti gli stessi uffici della Regione provvedano a far correggere quanto necessario.

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sabato 8 agosto 2009

La Provincia di Teramo per la ciclabilità

Un progetto per risolvere tutte le interruzioni della ciclabile del Corridoio Verde Adriatico è già pronto per la candidatura ai fondi del programma UE denominato IPA Adriatico. La Provincia di Teramo sposa, infatti, l'iniziativa del Comune di Teramo che, grazie all'Assessore Giovanni Luzii ha messo in campo un importante intervento per il miglioramento della mobilità ciclabile, ed amplia il discorso per allargarlo all'intera fascia costiera.
Questa è la confortante notizia emersa ieri, durante un incontro di approfondimento svoltosi presso la sede della provincia di Teramo, tra rappresentanti del Codinamento Ciclabili Abruzzo Teramano e tre assessori provinciali competenti per materia, rispettivamente: Francesco Marconi, Ambiente e Parchi, Vincenzo Falasca, Urbanistica e Protezione Civile, Davide Calcedonio Di Giacinto, Bilancio e Patrimonio con delega sui progetti europei.

I rappresentanti delle associazoni presenti hanno avuto una piacevole sorpresa nel sentire l'Assessore Di Giacinto che rassicurava sulle previsioni, all'interno del progetto congiunto con il Comune di Teramo, di soluzioni immediate per la ciclabile da realizzare alla Torre dei Cerrano, nella Riserva Naturale del Borsacchio e per il superamento del Fiume Tronto.

Nei prossimi appuntamenti del Coordinamento si avrà certamente modo di approfondire l'argomento, insieme allo stesso Assessore Di Giacinto, che ha preannunciato la propria presenza.
A partire, speriamo, già dall'incontro di Giulianova che si terrà in occasione della "Due Giorni per l'Ambiente" in programma per il 22 e 23 agosto.
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2009 anno del Cemento

Dal 1950 a oggi in Europa le città hanno subito una crescita del 78% contro un aumento della popolazione che raggiunge a malapena il 33%. Secondo i censimenti dell’Istituto Centrale di Statistica, dal 1990 al 2005 abbiamo consumato 3 milioni e 663 mila ettari di superficie libera, cioè un'area più grande del Lazio e dell’Abruzzo messi assieme.
Il Corriere della Sera pubblica i risultati delle ricerche dell'Università dell'Aquila dove intorno alla cattedra del Prof. Bernardino ROMANO si lavora da tempo anche sui temi del consumo indiscriminato di suolo e, conseguentemente, alla riduzione dei naturali corridoi ecologici del nostro territorio.
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mercoledì 5 agosto 2009

Meno male che l'UE c'è!

Con la legge comunitaria appena approvata ( legge n.88 del 7 luglio 2009, pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel Supplemento ordinario n. 110 della G.U. n. 161 del 14 luglio 2009) l'Italia recepisce le indicazioni fornite con la Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino.
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Il Capo I della legge comunitaria contiene le disposizioni che conferiscono al Governo delega legislativa, per l'attuazione delle direttive elencate, tra cui la "direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino", da recepire con decreto legislativonegli allegati. Nella legge sono contenuti i principi già introdotti nel 2007 per cui il termine per l'esercizio della delega legislativa deve, di norma, coincidere con la scadenza del termine di recepimento fissato dalle singole direttive. L'Art. 26 della stessa Direttiva recita: "Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 15 luglio 2010".
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Alla peggio, quindi, entro la prossima estate, anche l'Italia sarà costretta a trattare il proprio mare come si addice ad un paese civile. La Direttiva, infatti, guarda alla tutela del mare sotto tutti i suoi aspetti e evidenzia il ruolo importante delle Aree Marine Protette in questo contesto.
La versione integrale della Direttiva in lingua italiana su: http://www.ambientediritto.it/Legislazione/ACQUA/2008/dir_2008_56_ce.pdf
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lunedì 3 agosto 2009

Bloccate la legge “Attila”!

Appello delle associazioni ambientaliste. Costruire su edifici storici, nei borghi, nei parchi, nelle aree a rischio industriale e nelle aree archeologiche:con il Piano casa in Abruzzo si può! E senza limiti!

In Abruzzo il cosiddetto Piano Casa che nella versione regionale determinerà una colata di cemento dappertutto. La legge oggi in discussione permette addirittura di costruire in Parchi, borghi, nelle aree a massimo rischio industriale, nelle aree archeologiche e sugli edifici storici vincolati.
Diverse le norme incostituzionali secondo le associazioni che hanno presentato un documento dettagliato sui danni della Legge non solo al patrimonio ma al turismo abruzzese.

Per Legambiente, LIPU, WWF, FAI e Italia Nostra è una vera e propria “Legge Attila” per le devastazioni che potrà apportare alla natura, al paesaggio, all'architettura e alla storia della regione.
Un vero attacco all'identità che indigna prima come abruzzesi che come ambientalisti.
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domenica 2 agosto 2009

Coordinamento Ciclabili a Pineto (Te)

Una immediata soluzione all’attraversamento di Torre Cerrano con la ciclabile costiera e la definitiva sistemazione del ponte della Statale Adriatica sul Fiume Vomano affinché ospiti anche il tracciato ciclabile. Questi i due risultati concreti raggiunti nei giorni scorsi durante la sesta edizione di “Più BICI meno SUV”, svoltasi a Pineto (Te).
Nel primo giorno dei lavori, in occasione del convegno tenutosi a Villa Filiani venerdì sera, Luciano MONTICELLI, Sindaco di Pineto, e Nerina ALONZO, Assessore Ambiente e LLPP dello stesso Comune, si sono trovati in ottima sintonia con i rappresentanti della Provincia di Teramo intervenuti in accordo con il Presidente Walter CATARRA, e cioè Vincenzo FALASCA, Assessore all’Urbanistica, e Elicio ROMANTINI, Assessore Trasporti e LLPP. L’intesa è stata immediatamente raggiunta su questi che erano i temi più diretti dell’iniziativa e presto si provvederà alla definizione di quanto necessario per l’esecuzione dei minimi lavori necessari, secondo quanto presentato al pubblico dagli esperti del Coordinamento.

L’iniziativa è continuata poi con la biciclettata del sabato che ha visto una partecipazione nutrita di appassionati del mondo delle due ruote ed ha confermato l’interesse che esiste intorno a tali argomenti.

Da segnalare, infine, l’avvio, in occasione dell’incontro di Pineto di una collaborazione istituzionale tra la Provincia di Teramo e il Coordinamento Ciclabili dell’Abruzzo Teramano per la prosecuzione del "Progetto BiSEAcle", creato e pensato insieme ad AdriaPAN, rete delle Aree Protette costiere e marine dell’Adriatico, finalizzato a candidare nell’ambito di programmi europei di finanziamento l’idea di un sistema intermodale di trasporto intorno all’Adriatico Bici+Treno+Nave, il tutto volto a creare una mobilità sostenibile tra i tanti Parchi e le Riserve Naturali esistenti lungo le coste del nostro mare.

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giovedì 23 luglio 2009

Borsacchio: ricominciamo

Oggi l'Avv. Fabio CELOMMI, coordinatore del Comitato Cittadino per la Riserva Naturale del Borsacchio, insieme a rappresentanti delle maggiori Associazioni di Protezione Ambientale facenti parte dello stesso Comitato, tra cui WWF, LIPU e Italia Nosta, si è incontrato con il neo-eletto Presidente della Provincia Walter CATARRA per illustrare le problematiche inerenti l'avvio delle attività nella Riserva Naturale.
Alla Provincia si è chiesto, come era stato fatto insistentemente con la precedente amministrazione, purtroppo senza alcun risultato, di attuare quanto previsto dalla Legge Regionale dell'8 febbraio 2005, istitutiva della Riserva Naturale Guidata del Borsacchio.
Tra le tante cose di cui si è parlato, è stata con urgenza chiesta la nomina dell'Organismo di Gestione della Riserva, per il quale, è stato ricordato, tutte le parti interessate, Associazioni di Protezione Ambientale, Corpo Forestale dello Stato, Università e Comune di Giulianova, tranne il Comune di Roseto degli Abruzzi, hanno già segnalato i nominativi che era stato chiesto di indicare.
Il Presidente è sembrato ben disposto ad accogliere tale urgente richiesta mentre ha rimandato ad eventuali altri esami da effettuarsi attraverso colloqui con le altre parti interessate, la decisione in merito alle altre problematiche sollevate, tra cui la più importante: l'approvazione del Piano di Assetto Naturalistico.
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sabato 18 luglio 2009

La BBC sul No Oil in Abruzzo

Un interessante reportage della BBC sulla vicenda petrolio in Abruzzo è stato pubblicata sul sito della importante testata giornalistica internazionale. Mette a confronto le opinioni di tutti in maniera oggettiva facendo emergere la legittima azione di difesa dei propri valori da parte della collettività abruzzese.
Articolo completo su: http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8152759.stm
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mercoledì 15 luglio 2009

Idioti con l'accendino giocano alla Mafia

Nell'area Naturale del Lago di Alanno, nei pressi di Scafa nel Pescarese, hanno dato fuoco all'aula didattica che dal prossimo anno avrebbe dovuto ospitare le attività di educazione ambientale destinata ai bambini delle scuole abruzzesi.
Esiste ancora qualcuno che pensa di farsi importante con metodi da criminalità organizzata per i propri personali interessi. Il WWF, che tra l'altro gestisce la stessa area protetta, dovrebbe cercare di conservarne il seme, qualora si scoprisse un domani questo pezzo d'uomo, in una banca del geroplasma ad evitare che l'idiozia possa estinguersi del tutto dalla terra d'Abruzzo.
Non si sa mai ... è da un pò che i politici non si fanno arrestare ... qualche mese!!!
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mercoledì 8 luglio 2009

YES WE CAMP

Una grande scritta sul colle di Roio''Yes we camp'':così gli aquilani accolgono i grandi della terra. http://www.abruzzo24ore.tv/news/--Yes-we-camp--cosi-gli-aquilani-accolgono-i-grandi-della-terra/11796.htm

sabato 4 luglio 2009

"E...state nei Parchi" nell'AMP Torre del Cerrano

Nell’ambito di E…state nei parchi, si svolgeranno campi giornalieri in alcune Aree Marine Protette scelte tra le più belle località costiere italiane, che rappresentano non solo ambienti naturali unici, ma anche paesaggi, culture, tradizioni e comunità divenute ormai sinonimi di Mediterraneo.Un gruppo di operatori specializzati di Marevivo offrirà ai turisti e ai residenti presenti sulle spiagge delle località individuate l’opportunità di partecipare e far partecipare i propri figli ad attività ludiche e didattiche che dureranno l’intera giornata.

In Abruzzo le attività si svolgeranno sulla costa dell'istituenda Area Marina Protetta Torre del Cerrano.

La partecipazione a queste giornate è completamente gratuita e ad accesso libero.
Non è necessario prenotare, basta essere presenti i fine settimana di luglio e agosto su una delle spiagge indicate e iscriversi alle attività del giorno!

Le attività verranno svolte tutti i sabati e tutte le domeniche dei mesi di luglio e agosto dalle ore 10:00 alle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 19:00

Le date ed i luoghi sono le seguenti:
04-05 luglio Torre di Cerrano (TE)
11-12 luglio Torre di Cerrano (TE)
18-19 luglio Stabilimento Itaca / Cerrano SUB – Torre di Cerrano (TE)
25-26 luglio Stabilimento Sinuè – Torre di Cerrano (TE)

01-02 agosto Arenile di Pineto (TE)
08-09 agosto Torre di Cerrano (TE)
15-16 agosto Torre di Cerrano (TE)
22-23 agosto Arenile di Pineto (TE)
29-30 agosto Arenile di Pineto (TE)

Per maggiori informazioni sulle attività potete contattare Paola Barbuscia al 335.8435303 o Antonio Marziale al 348.5701231. www.torredelcerrano.it
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lunedì 15 giugno 2009

Coste italiane come sempre! O peggio?

Molti gli stati in Europa che hanno superatro l'esame della UE sulla balneabilità delle acque. L'Italia,come sempre, non eccelle. Considerando che il nostro paese è una penisola nel Mediterraneo, poco industrializzata e con corsi d'acqua di limitata lunghezza, presentarsi con quasitutte le foci dei fiumi non balneabili ci pone, indubbiamente tra i peggiori della graduatoria.
Vale la pena di dare una occhiata alla cartografia interattiva disponibile in rete:


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sabato 13 giugno 2009

Ideas for L'Aquila

lunedì 8 giugno 2009

sabato 30 maggio 2009

Problemi nella Riserva Gole del Sagittario

Senza alcuna autorizzazione e senza presentare alcun progetto o richiesta, i gestori di un laghetto di pesca sportiva in Anversa degli Abruzzi (Aq), da anni abbandonato e totalmente rinaturalizzato, hanno bellamente rovinato circa 50 metri di sponda del fiume Sagittario nel cuore della omonima Riserva Naturale Regionale, per riattivare un pozzetto di derivazione dal centro del fiume. L'intero tratto lavorato invece di presentare i normali ciottoli presenta ora un fondo di terra per 20 cm. creando una situazione di acqua torbida per centinaia di metri a valle.
Il danno all'ecosistema fluviale è rilevante e lo si sta valutando con il supporto del personale della Riserva e Oasi WWF.
Vista la presenza nel corso d'acqua della Trota macrostigma, tra l'altro, l'intervento andava sottoposto a valutazione di incidenza ambientale senza pensare in alcun modo di procedere alla liberazione di pesci di qualsiasi provenienza.
Si tratta di un grave episodio accaduto in una delle più belle e ben gestite Riserve Naturali abruzzesi.
La speranza di tutti è che ora il Sindaco e l'Amministrazione comunale, sempre vicini alla Riserva, non si lascino abbagliare dal solito ritornello in cui la "pesca sportiva" o la "caccia" vengono presentati come fonte di sviluppo; affermazione tanto vecchia quanto falsa e strumentale, ma purtroppo ancora utilizzata per appoggiare operazioni quanto mai dannose sia per l'ambiente naturale che per i delicati equilibri delle economie di nicchia dei piccoli paesi che ruotano anche intorno al buon funzionamento delle aree protette.
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lunedì 27 aprile 2009

Salva la costa, ora assalto alle Associazioni

Nel Consiglio regionale Abruzzo, venerdì scorso, si è corso il rischio di avere approvati tre emendamenti che avrebbero significato la definitiva cessione ai privati degli arenili abruzzesi consentendo agli stabilimenti balneari di recintare le proprie concessioni sul demanio dello Stato. L'attività di divulgazione e pressione, esercitata principalmente dalle Associazioni di Protezione Ambientale, ha costretto, sotto anche la minaccia dei successivi ricorsi, al ritiro degli emendamenti.

Contemporaneamente da Roma arrivano ulteriori assurde notizie: il disegno di legge 2271 propone una modifica alla norma dell'8 luglio 1986 recante indicazioni in merito alla responsabilità processuale delle associazioni di natura ambientale. La nuova legge prevede che, nel caso un ricorso delle Associazioni di Protezione Ambientale fosse respinto perchè manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno subito.

Considerando che il fermo lavori di grandi cantieri ha costi ingenti per i promotori dell'opera, la nuova norma porterebbe le associazioni, che si muovono sempre sull'opera di volontari senza avere coperture economiche importanti, all'impossibilità di operare nell'interesse della collettività.

Sullo scampato pericolo: http://lagramigna.blogspot.com/2009/04/vogliono-toglierci-il-mare.html

Sulla legge blocca ricorsi: http://www.eddyburg.it/article/articleview/13059/0/352/
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venerdì 24 aprile 2009

Sempre più cemento in spiaggia!


Tre consiglieri della Regione Abruzzo propongono, ovviamente con il ben collaudato sistema di infilare un emendamento in leggi di differente indirizzo, di consentire agli stabilimenti balneari sulle spiagge abruzzesi di realizzare recinzioni alte fino a m.1,80 sulle superfici del demanio marittimo. Dopo anni di difficile pianificazione volta a regolamentare le utilizzazioni degli arenili, bene pubblico per eccellenza, indecentemente affidati a concessionari per farne un utilizzo privato a fini di lucro, si vorrebbe ora, con un solo voto che si terrà oggi in Consiglio Regionale, consentire l'appropriazione definitiva della nostra costa a vantaggio di pochi. Ma i signori tre consiglieri amministrano una collettività o l'interesse di pochi balneatori?


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martedì 21 aprile 2009

Una luce sul Borsacchio?

Sulla Riserva Naturale del Borsacchio forse si inizia a fare sul serio. Dopo il Consiglio della Provincia di Teramo di oggi sembra che si possa arrivare all’immediata nomina dell’Organo di Gestione.
Una mozione approvata con il voto di 14 Consiglieri su 16, indica al Presidente della Provincia di procedere con tempestività. Ernino D’Agostino, dal canto suo, ha assicurato che procederà tempestivamente e già da domani, ha annunciato, trasmetterà alle Amministrazioni Comunali di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova, alle Associazioni di Protezione Ambientale, all’Università e al Corpo Forestale dello Stato, la richiesta di designazione dei componenti dell’Organo di Gestione della Riserva, con la garanzia che, se tali indicazioni non dovessero pervenirgli nel termine di dieci giorni, procederà ugualmente alla nomina dei componenti dell’Organo di Gestione.
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domenica 19 aprile 2009

Giovanni Soldini

Uomo, mare e Aree Protette. La splendida intervista a Giovanni Soldini su: http://www.avoicomunicare.it/sites/default/static/archivio_video_09.html
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mercoledì 8 aprile 2009

Il Corriere della Sera: omaggio all'Abruzzo

Fa male pensare adesso alla parola che più associavo all'interno dell'Abruzzo, alla bellissima città dell'Aquila, alle sue frazioni, ai borghi antichi, ai paesaggio naturale che la circonda. La parola era: intatto. Almeno considerato come contraltare alle brutali edificazioni della costa adriatica trasformata in un unico serpentone di seconde case, o alle valli piene di centri commerciali e case nuove tirate su come si sa. Anche questa è geografia d'Abruzzo: le piccole americhe dei grandi centri commerciali, dei megacinema, l'orribile moderno; e la sostanza agricola, contadina e anzi montanara del capoluogo, quella conca che si apre dopo un'ampia curva sulla Roma-L'Aquila stretta tra il Gran Sasso e i parchi nazionali più selvaggi del Paese, ma con il suo cuore d'arte. Facce, anche, geografia umana. E facce anziane soprattutto. Facce attonite come tutte le facce di fronte all'inconcepibile, un terremoto, il mondo che si scuote e crolla giù. Attraversare un secolo intero e poi guardarlo da una panchina, una coperta addosso. Eppure quelle facce, queste facce, sono anche loro, com'era il centro del centro d'Italia, in qualche modo intatte. Magnificamente intatte. Nel senso di non corrotte. Dure, forse, non c'è una lacrima, la disperazione è per così dire tutta interna. Attente, è la parola giusta. E pare di vedere, in queste facce e in questi sguardi diritti, qualcosa di simile alla saggezza e all'orgoglio. Facce d'Abruzzo, gente di terra, legata alla terra, che pure il mondo l'ha percorso in lungo e in largo, ma che di terra riconosce solo quella. Una patria generosa protetta dalla distanza. 99 piazze, 99 fontane, 99 chiese, questo si diceva de L'Aquila, accettandone quell'essere intatta. Come quelle facce che guardano dritto, senza una lacrima, nel giorno dei dramma. (Corriere della Sera)
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venerdì 3 aprile 2009

Contro la proposta di Decreto "Orsi"


Petizione LIPU per fermare la proposta di legge su http://www.lipu.it/tu_petizione_cacciaselvaggia.htm
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martedì 10 marzo 2009

Federparchi guarda al mare

Giampiero SAMMURI è stato eletto all'unanimità nuovo presidente di Federparchi. Sammuri, presidente del Parco regionale della Maremma, sarà affiancato dalla nuova Giunta esecutiva costituita da tre vicepresidenti, Gianfranco GIULIANTE (presidente del Parco nazionale della Majella), Antonello ZULBERTI (presidente del Parco naturale Adamello Brenta) e Salvatore SANNA (presidente dell'Area Marina Protetta di Capo Carbonara), e da altri tre componenti, Franco BONANINI (presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre), Domenico PAPPATERRA (presidente del Parco nazionale del Pollino) e Sebastiano ROMANO (presidente dell'Area marina protetta del Plemmirio).

Federparchi assume una veste più completa: dalle vette delle Alpi e dell'Appennino si scende nei fondali dei mari sardi e siciliani passando per il mar ligure e fermandosi lungo le coste toscane. Un'ottima composizione di una Giunta affidata ad un ottimo Presidente a cui auguriamo tutto il bene possibile e tanto tanto lavoro!
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giovedì 26 febbraio 2009

Un Adriatico che muore

Riporto integralmente il testo dell'articolo pubblicato su "La Repubblica" di ieri:

Le reti vuote dell' Adriatico
Repubblica — 25 febbraio 2009 pagina 33 sezione
Peschereccio ANTONELLA LUCI (Nel mare Adriatico al largo dell' Abruzzo)
Sotto, il mare è vuoto. Il deserto, sommerso, è invisibile dal ponte invaso di corde indurite dalla neve e dagli spruzzi, di reti e di catene. La chiglia si impenna e precipita in un impasto nero e grasso, come una valanga di ferro e di cemento in cerca di un' altra ondata bianca che la respinga dalla sabbia nel vento. Sopra, l' Adriatico è pieno. Anche la selva dei pescherecci, in superficie, si nega agli occhi che però possono, con uno sforzo, sentirla vicina nelle ombre che non smettono di scorrere. Le luci sono spente e di visibile c' è solo il rumore dei motori, così prepotente da assumere un profilo e un odore. È notte, la prima in cui si cala dopo quattro inutili di tempesta.
Ma le alici, tra Pescara e Giulianova, sono scomparse. Il filo delle loro tracce possibili, verde e leggero, resta impresso nel sonar. Il sacco, per diffidenza, viene tirato a poppa appena una striscia prugna rivela il Gran Sasso e la Maiella, lontano. «Alacce» sussurra alla radio il capitano dell' «Antonella Luci». Devono saperlo anche quelli sulla «Costellazione», che tira la seconda estremità della «volante». Quintali di un novellame dell' aringa, stretti in una palla enorme, gonfia di pesci e sospesa dalla gru. Vale meno dell' immondizia e il mozzo, rapido e muto, scuce la maglia. Milioni di alacce, soffocate, ripiombano ed esplodono nella schiuma che le rigurgita, d' argento, come una bomba in cui si gettano le nuvole dei gabbiani. Centinaia di barche, ora, svuotano fra Termoli e San Benedetto.
Alicette, boghe, sugherelli, sciabole, mustelle, gronchetti, trigliette, zerri: tonnellate di «lische povere», inutili a terra, scaricate nella corrente. Il segreto mostruoso del medio Adriatico italiano è custodito in questo incessante prendere per buttare, nel togliere tutto affinché resti appena qualcosa.
Sembrerebbero predone, le marinerie, vecchi pirati. Invece sono schiavi e sanno di bruciare, per due mani di padroni, ciò che resta del loro tesoro. Non è senza significato che tutto possa accadere «fuori e sotto», dove nessuno di chi sta «dentro e sopra» assiste all' ultima aratura dei fondali.
Anche l' Abruzzo e il Molise, terra di pastori e di contadini scesi infine sulla costa, seguono con annoiata indifferenza l' agonìa della loro piccola pesca, lo spegnersi della vita nel mare, la fuga impressionante dei pescatori dagli scafi invecchiati. Una stagione si chiude, ed una storia, con un altro doloroso e taciuto fallimento. All' orizzonte, una ritirata verso il nulla. Lasciare che il tempo, per giorni, scorra nei porti, nei mercati delle aste, sulle coperte degli strascichi, delle vongolare e delle lampare, è come seguire la parodia di un Paese concentrato nella celebrazione del proprio funerale, senza badarci troppo. «In mare non resta quasi niente - dice l' armatore Giuseppe Gasparroni - così si pesca sempre di più. Uno sforzo insostenibile, garantito da pescatori ignoranti, grossisti irresponsabili e politici corrotti». Dopo quarant' anni di razzìa, il cerchio si chiude. L' Adriatico è uno dei mari più inquinati del mondo. Era il più ricco, con oltre 700 specie: per i biologi gli resta un decennio di «mutante equilibrio».

La temperatura è salita di 2 gradi. L' acqua, solo balneabile, è infetta. Alghe, molluschi e pesci tropicali, trasportati sotto le chiglie o nelle acque di stiva delle navi, consumano la vita originaria. Il 70 per cento del pesce venduto, è importato da Asia, Africa, America del Sud e Mare del Nord. Decimati, in otto anni, i pescatori italiani: da 48mila a 30mila. Le barche, da 20mila, sono crollatea nemmeno 14mila. In Abruzzo restano 6mila addetti e 800 pescherecci. In Molise, la più piccola flotta italiana, sopravvivono mille uomini e 70 barche. Età media: 56 anni. Giovani: una rarità!
Nessun settore del lavoro ha mai registrato un simile crollo, certificato dalla cifre ufficiali: un quarto di catture in meno solo nell' ultimo anno.
«Sembrerebbe una selezione positiva - dice ad Ortona il fisico Lelio Del Re - un salvifico disarmo.
Le statistiche coprono invece l' ennesima truffa». La grande fuga dal mare moribondo, infatti, non esiste. I pescherecci, acquistati con i fondi dello Stato e dell' Europa, vengono ora rottamati grazie ad altri fondi dello Stato e dell' Europa. Migliaia di licenze, passano nelle mani di pochi investitori finanziari. Le barche, secondo il ministero più piccolee dotate di motori meno potenti, raddoppiano invece clandestinamente stazza, reti e cavalli. Nessuno cala sacchi con maglie da quattro centimetri, per risparmiare i piccoli. «Se non usi quelli illegali da uno - dice il retista Mario D' Incecco detto Vulcano - ormai torni vuoto. Le reti devono misurare chilometri,i motori da 250 superano in realtà i mille cavalli. È come cacciare gli ultimi fringuelli con il bazooka».

Anche i pescatori non si estinguono. Spariscono nel somda ricchi, tornano poveri. «I controlli - dice il comandante di peschereccio Mario Camplone- da Ortona in giù non esistono. Il Sud è una distesa dove vale una sola regola: chi arriva prima ed è più grosso, fa ciò che vuole e si prende tutto». L' abuso è così distruttivo che i vongolari, che da decenni rasano costiere, riservee aree tossiche con le turbosoffianti, vengono indicati come «esempio felice di autoregolamentazione». merso tollerato che ormai soffoca il Mediterraneo. Sul molo di Giulianova, o di Pescara, alla mezzanotte della domenica si muovono senegalesi, tunisini, marocchini, albanesi, algerini, ghanesie messicani. Sette imbarcati su dieci, lungo l' Adriatico, sono immigrati pagati in nero. Gli altri sono disoccupati di Puglia, Campania e Calabria, i nuovi pendolari della crisi. Da domenica a giovedì a bordo, 200 euro a settimana.
La banchina di Vasto, verso sera, è occupata da tonnellate di catene e di magli agganciati alle reti. Sono le nuove «americane», gli strascichi importati dall' Atlantico africano. Due per barca, scavano la sabbia con le lame e incidono solchi di metri sul fondo. Un vento marcito si alza irrespirabile da colonne di fango. «Chi passa dopo - dice Carla Giansante all' Istituto zooprofilattico di Giulianova - non pesca niente per settimane. Eppure non esiste uno studio attendibile sugli effetti di questa aratura senza precedenti. I ricercatori sono uno strumento politico: o certificano e autorizzano un interesse economico, o vengono emarginati». Il risultato, sul porto canale lungo alla foce del Pescara, è stupefacente. Centinaia di massi sottomarini, essenziali per la riproduzione, strappati in alto mare e abbandonati sulla strada. Sulla spiaggia, tra Ortona e Termoli, c' è invece il cimitero degli scogli. Vengono staccati dalle coste croate con i martelli pneumatici e venduti clandestinamente ai pescatori italiani. Nelle fessure, i datteri di mare, protetti in tutto il
Mediterraneo. «Valgono - dice un commerciante nel Caffè Fachiro di Termoli - più della cocaina».
È un reato sia offrirli che consumarli. Quattro ristoranti della costa, tra Pescara e Francavilla, li presentano però oggi ai loro clienti. Basta insistere appena: un piatto, 52 euro. «La verità - dice il veterinario pescarese Vincenzo Olivieri - è che la pesca italiana non ha regole, non ha dati credibili e si esercita senza controlli. Tutto falso, dalla quantità al reddito dichiarato. La biomassa pescabile, in pochi anni, è crollata. L' unica misura adottata è stato il fermo». Una beffa.
In Adriatico i pescatori, a spese pubbliche, devono restare a terra un mese tra luglio e agosto. Centinaia di piccoli armatori tengono così barche in Croazia: nello stesso mare, in estate pescano il doppio. Gli altri vagano nel Mediterraneo, in acque internazionali, e sbarcano il pesce nei porti amici. «Ortona, Termoli, tutta la
Puglia e la Sicilia- dice Carlo Salvatore, responsabile della Lega Pesca di Abruzzo e Molise - sono considerati fuori controllo. Altrimenti si va in Croazia, in Albania e in Grecia, lungo la costa africanao in Spagna: e da lì il pesce adriatico torna in Italia pulito». Per i piccoli pescatori, è devastante. In estate le importazioni sfondano quota 90%. Nelle trattorie dei porti si mangia persico del lago Vittoria e pangasio del Mekong, il fiume più inquinato del Vietnam. Gli italiani si buttano sul surgelato, sullo sfilettato e sui bastoncini. Il prezzo, serve e qual è il prezzo. Notti e giorni attaccati a telefono e radio, con l' incubo di non coprire le spese del gasolio. Per un chilo di alici mi danno 60 centesimi: a Pescara le comproa 4,50 euro, a Roma dopo due ore salgono a 9. Certe sere devo cedere a 50 centesimi e al mattino, a Milano, si vende a 16 euro. Se non accetti, ti ritiri».

È questo l' Adriatico, devastato da fiumi tossici e coste cementificate fino alla spiaggia, che lo Stato cede in appalto a un pugno di trafficanti che il mare non lo vedono nemmeno. Al punto che di 700 specie, per risparmiare costi, non ne sfruttano più di 60 e in tavola ne mandano una ventina. Tutto il resto, pescato, ucciso e distrutto. «La pesca- dice Pietro Giorgio Tiscar, scienziato dell' Università di Teramo-è un' attività economica biologicamente predatoria. Si esercita in mare, ma tutto si decide a terra, dove chi pesca non c' è. Le analisi garantiscono che un pesce non faccia male, non accertano se fa bene. Il mercato assicura la costanza della fornitura, non la sua compatibilità con la vita marina. Dopo anni di abbandono, siamo al limite. Sei pescatori non si decidono a unire le forze per controllare direttamente quantità e prezzi, sono destinati a sparire. Se i consumatori non capiscono che il "pesce povero" quando è fresco è ottimo, sono destinati a strapagare il conto per chi pesca, crolla.
Un canale, aperto nel mistero, che non si chiude più. «Frodi e reati - dice il vice comandante della Guardia costiera di Pescara, Donato De Carolis- si moltiplicano. Seppie dell' Atlantico invece che dell' Adriatico, totani del Pacifico al posto di calamari mediterranei, limanda africana spacciata per sogliola, brotola senegalese per cernia, squalo smeriglio per pesce spada, pollack per merluzzo, polipi argentini per moscardini. E poi orate e spigole, allevatea olio di colza». Le sanzioni sono così basse che sollecitano la trasgressione. Il fermo pesca? Un danno costoso. «Biologicamente - dice il direttore degli armatori molisani, Domenico Guidotti - è inutile. Andrebbe fatto semmai in primavera, o in autunno, se si volesse proteggere la maggioranza dei pesci. Economicamente, per i pescatori, è una mazzata. Alla ripresa si prendono solo triglie e dopo due giorni non conviene nemmeno portarle a terra. Il governo dovrebbe chiarire chi tutela questa sosta». Con la garanzia dell' anonimato, sul molo di Giulianova, lo spiega Luciano, grande commerciante. «In Italia il mercato - dice - lo fanno in venti. Per il tonno, addirittura in tre. Quaranta per il pesce azzurro. I
grossisti sono controllati dalle banche e ricattano i pescatori, a cui anticipano o prestano i soldi per pagare i debiti. Le società sono nelle mani di investitori stranieri, spagnoli, giapponesie dell' Europa orientale, che possiedono il monopolio delle importazioni.E qui il cerchio si chiude. Il pesce importato costa meno e rende di più, tagliai prezzi del pescato nazionale, strozza i piccoli e soddisfa industrie e banchi della grande distribuzione. La politica si pagai costi elettoralie finge di rispondere alle pressioni atlantiche della Ue.

Uno scambio: licenza di distruggere per licenza di speculare. A saltare, chi va in mare e chi entra in pescheria». Per questo i mercati ittici sono semideserti. In quello di Ortona, nella sala aste, c' è un solo comandamento: «Non mangiare, non bere e non sputare». Come sempre, anche oggi arrivano poche casse. Nessuno accetta di dichiarare il pescato, pagare la commissione e pure le tasse. La vendita, via telefono satellitare, si consuma nelle cabine dei pescherecci ammassati al largo, attorno alle piattaforme del gas. Dialetto e parole in codice, un volume assordante.I comandanti, gli stessi armatori, sono dipendenti dei grossisti. «Appena ritiri la rete - dice Mario Camplone- conti le casse e riferisci la quantità al tuo uomo. È lui a decidere se devi portarea terrao buttare via, quanto ne gelato allevato in mezzo mondo. L' Adriatico muore: l' Italia, con i suoi piccoli pescatori, si gioca la cultura del mare».
Come è avvenuto con il tonno rosso, in estinzione. Al largo di Abruzzo e Molise centinaia di pescherecci aspettano già il passaggioe l' apertura della caccia, a metà aprile. Milioni di investimenti, tecnologia militare, quote pesca accumulate tra l' Africa e la Spagna. E' una guerra vera, contro pugliesi e siciliani, con affondamenti e rappresaglie, taciuta e coperta. Chi intercetta il branco, in un giorno, mettea bordo 200 mila euro. Nessuno sa, nonostante controlli e inseguimenti, quanto se ne cattura.
«La verità - dice Antonio Fanese, pescatore - è che si consuma una strage. I piccoli da tre chili, vietati, vengono ceduti agli ingrassatori croati. Ciò che eccede la quota, viene sbarcato di notte in laboratori clandestini del Sud, o portato a Malta, o in Spagna. Ingrassa in gabbia, prima di finire in Giappone per 35 euro il chilo.
Non conosco chi denunci più di terzo del pescato». Una partita di tonno presa nella fossa di Pomo, fra Termoli e Vasto, è finita al gonfiaggio in Portogallo, trascinata via mare in Cina, messa in scatola in Thailandia e venduta in un alimentari di Avezzano come prodotta in Sicilia da una società di Tokio. «Un mondo al collasso- dice a Giulianova Vincenzo Staffilano, leader degli armatori abruzzesi- paga le scelte scellerate di una politica che si nutre di regole apparenti. Le proiezioni dicono che entro cinque anni la biomassa pescabile calerà del 70%e l' Adriatico sarà esaurito. Nel 2013 cesseranno anche i fondi Ue: deve essere chiaro che, senza limiti drastici, peri pescatori italiani il conto alla rovescia è già partito». Il mare senza pescatori, come la campagna senza contadini e la montagna senza allevatori.
In Abruzzo e in Molise si annuncia la rivolta, a partire dalla truffa di Stato sulle «Blue Box». Ma si sa bene che, in una riserva di «colpevoli», nessuno può permettersi di reggerla. Un Paese all' epilogo delle sue risorse, alla fine di una parabola, che rinuncia alla propria civiltà pur di salire sull' ultimo giro di giostra di un mercato già fallito. Solo Tierro, sull' »Antonella Luci», non conosce il rimpianto che, con la passione per una vaga paura,
unisce oggi l' Italia. Immigrato dal Senegal, in quattro anni di aggiughe siè costruito una flotta a Dakar. Pescando in Adriatico fa pescare nell' Atlantico. Pochi, negli Abruzzi estinti, sono abruzzesi quanto lui. Se rientra, non può tornare. Così rimane qui, in mare, senza una parola: ed è il suo più doloroso rimpianto.
DAL NOSTRO INVIATO GIAMPAOLO VISETTI
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giovedì 12 febbraio 2009

200 anni di AUGURI

Duecento anni fa, il 12 febbraio 1809, nasceva Charles Darwin, il naturalista inglese che esattamente 50 anni dopo, a seguito di una vita dedicata alla ricerca scientifica in giro per il mondo, dava alle stampe l'opera che lo rese famoso: "L'evoluzione delle Specie". Il testo, esauritosi nella sua prima stampa il giorno stesso della pubblicazione nelle librerie inglesi, è stato il passo cruciale per la definitiva affermazione della teoria evoluzionista. L'origine di tutte le teorie che oggi, universalmente riconoscite, regolano le scelte di governo del territorio nel rispetto degli ecosistemi che lo compongono. La considerazione che oggi noi tutti abbiamo nei confronti della diversità e di tutti gli aspetti della vita animale e vegetale, nonchè dell'ambiente in cui essi vivono, discendono dal lavoro di DARWIN.
Auguri Charles!!!
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giovedì 29 gennaio 2009

Una firma per la Riserva Grotta delle Farfalle

Associazioni e Comitati della provincia di Chieti promuovono una raccolta firme a tutela di un tratto di costa ancora relativamente incontaminato in comune di Rocca San Giovanni in località la Foce, alla fine della stupenda vallata identificata come Sito di Interesse Comunitario, in prossimità del mare, limitrofo alla Riserva Naturale Regionale “Grotta delle Farfalle”.
Si tratta di un progetto di 9.000 mc con 60 miniappartamenti, piscina, campi da tennis, teatro all'aperto, piazza pavimentata, e parcheggio sotto una bellissima pineta, oggi ancora poco antropizzata, che andrebbe a stravolgere l'area della foce del Torrente Fosso Grande. Un corso d'acqua che proprio per la sua naturalità ha meritato il riconoscimento europeo e l'istituzione della Riserva Naturale.
Firmare la petizione significa far capire all'Amministrazione locale che esiste una collettività che da ancora valore agli aspetti naturali e culturali del nostro territorio.

Aggiungi la tua firma :

mercoledì 28 gennaio 2009

AMP Torre del Cerrano. Si spera ancora!

Di seguito il comunicato diffuso oggi dall'ANSA,
la maggiore agenzia giornalistica italiana:

CRO S43 QBXA AMBIENTE: SBLOCCATO ITER PER AREA PROTETTA CERRANO (ANSA)- PINETO (TERAMO), 28 GEN - Il decreto attuativo dell'Area MarinaProtetta del Cerrano verrà firmato anche senza la copertura finanziaria. È quanto emerso dall'incontro che il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, e il suo vice, Robert Verrocchio, hanno avuto nel pomeriggio a Roma con il Ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. Questi ha spiegato le ragioni del ritardo dellafirma da parte della sua collega Stefania Prestigiacomo, che ha lacompetenza in materia, sul decreto attuativo. «La mancata copertura finanziaria - ha affermato il sindaco - è il motivo principale. Ma noi abbiamo dato la nostra piena disponibilità a rinunciare alla prima parte dei fondi purchè la firma sul decreto attuativo arrivi al più presto». Durante l'incontro Rotondi ha telefonato alla Prestigiacomo per accelerare i tempi sulla firma dopo la disponibilità del Comune di Pineto a rinunciare ad una parte dei fondi necessari per portare avanti il progetto. Ed è probabile che entro un mese arrivi la firma. (ANSA). COM-AND 28-GEN-09 18:52 NNN

L'estate scorsa vennero pubblicamente promesse le stesse cose. Ma la speranza è sempre l'ultima a morire!
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lunedì 26 gennaio 2009

Unione Parchi e Natura d'Italia

A sinistra i tre Presidenti delle Associazioni interessate all'Unione, nel momento della presentazione a Roma, con Nino Martino e Maurilio Cipparone, rispettivamente vice-presidente e socio onorario dell'AIDAP

In occasione del seminario sulle professioni nelle aree protette, organizzato da AIDAP e Federparchi il 14 gennaio scorso al Parco regionale dell’Appia Antica in Roma, è stata pubblicamente presentata l’Unione per i Parchi e la Natura d’Italia che riunisce sotto un unico coordinamento le maggiori associazioni che si occupano di professioni legate alle aree protette e cioè:

  • AIDAP- Ass. Italiana Direttori e Funzionari Aree Protette
  • AIGAP- Ass. Italiana Guardie Aree Protette
  • AIGAE- Ass. Italiana Guide Ambientali Escursionistiche

Le attività di coordinamento saranno garantite da un Comitato composto da tre rappresentanti per ogni associazione e da un portavoce indicato congiuntamente dalle tre associazioni, comitato che si farà carico anche di rapportarsi all’esterno con l’opinione pubblica, con le istituzioni e i vari soggetti politici al fine di proporre e suggerire provvedimenti e iniziative legislative e di indirizzo gestionale funzionali al miglioramento della gestione e tutela delle Aree protette.

L’Unione vuole offrire il proprio contributo tecnico e culturale al mondo della gestione delle Aree naturali protette e dell’ambiente per il consolidamento e la costituzione di adeguati strumenti di gestione ed efficacia dei parchi.

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venerdì 9 gennaio 2009

A Bologna finalmente vera Urbanistica

A Bologna a fine gennaio finalmente si avrà il coraggio di mettersi in discussione. Il mondo degli architetti ha, infatti, sempre guardato con diffidenza coloro che in qualunque modo credevano nella primaria importanza dei cicli della natura e del rispetto verso gli ecosistemi, nonchè agli aspetti sociali delle comunità insediate storicamente sul territorio. Da qualche tempo queste tematiche sono entrate davvero nei dibattiti delle scuole di architettura.
Per la nostra epoca, contrassegnata da razionalità ed economicità, parlare di ecologia e di sociale diventa importante. Se ciò poi avviene in dibattiti voluti da quello stesso ambiente che ha consacrato le "archistar" nel mondo ed ha giustificato qualunque intervento si sia sviluppato a danno del patrimonio naturale, tutto ciò diviene davvero un momento di svolta.

In un programma valido e nutrito di presenze ed argomenti tra i più vari, due sono gli incontri maggiormente rivoluzionari:

1) L'incontro con Franco La Cecla, antropologo, ricercatore nel settore dell'urbanistica ed autore, tra gli altri, di un recente saggio "Contro L'Architettura" divenuto in breve un testo fondamentale per capire il mondo deviato in cui si muove l'architettura moderna.


2) Il dibattito con Jeremy Rifkin, professore dell'Università di Berkley, ormai conosciuto in ogni parte del mondo per le sue profetiche teorie sulla difficoltà per il pianeta di sopportare le attuali forme di sviluppo.
Il programma completo è scaricabile su www.urbaniafestival.it .

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