sabato 30 maggio 2009
Problemi nella Riserva Gole del Sagittario
lunedì 27 aprile 2009
Salva la costa, ora assalto alle Associazioni
Contemporaneamente da Roma arrivano ulteriori assurde notizie: il disegno di legge 2271 propone una modifica alla norma dell'8 luglio 1986 recante indicazioni in merito alla responsabilità processuale delle associazioni di natura ambientale. La nuova legge prevede che, nel caso un ricorso delle Associazioni di Protezione Ambientale fosse respinto perchè manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno subito.
Considerando che il fermo lavori di grandi cantieri ha costi ingenti per i promotori dell'opera, la nuova norma porterebbe le associazioni, che si muovono sempre sull'opera di volontari senza avere coperture economiche importanti, all'impossibilità di operare nell'interesse della collettività.
Sullo scampato pericolo: http://lagramigna.blogspot.com/2009/04/vogliono-toglierci-il-mare.html
Sulla legge blocca ricorsi: http://www.eddyburg.it/article/articleview/13059/0/352/
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venerdì 24 aprile 2009
Sempre più cemento in spiaggia!
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martedì 21 aprile 2009
Una luce sul Borsacchio?
Una mozione approvata con il voto di 14 Consiglieri su 16, indica al Presidente della Provincia di procedere con tempestività. Ernino D’Agostino, dal canto suo, ha assicurato che procederà tempestivamente e già da domani, ha annunciato, trasmetterà alle Amministrazioni Comunali di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova, alle Associazioni di Protezione Ambientale, all’Università e al Corpo Forestale dello Stato, la richiesta di designazione dei componenti dell’Organo di Gestione della Riserva, con la garanzia che, se tali indicazioni non dovessero pervenirgli nel termine di dieci giorni, procederà ugualmente alla nomina dei componenti dell’Organo di Gestione.
domenica 19 aprile 2009
Giovanni Soldini
mercoledì 8 aprile 2009
Il Corriere della Sera: omaggio all'Abruzzo
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venerdì 3 aprile 2009
Contro la proposta di Decreto "Orsi"
martedì 10 marzo 2009
Federparchi guarda al mare
Federparchi assume una veste più completa: dalle vette delle Alpi e dell'Appennino si scende nei fondali dei mari sardi e siciliani passando per il mar ligure e fermandosi lungo le coste toscane. Un'ottima composizione di una Giunta affidata ad un ottimo Presidente a cui auguriamo tutto il bene possibile e tanto tanto lavoro!
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giovedì 26 febbraio 2009
Un Adriatico che muore
Le reti vuote dell' Adriatico
Repubblica — 25 febbraio 2009 pagina 33 sezione
Peschereccio ANTONELLA LUCI (Nel mare Adriatico al largo dell' Abruzzo)
Alicette, boghe, sugherelli, sciabole, mustelle, gronchetti, trigliette, zerri: tonnellate di «lische povere», inutili a terra, scaricate nella corrente. Il segreto mostruoso del medio Adriatico italiano è custodito in questo incessante prendere per buttare, nel togliere tutto affinché resti appena qualcosa.
Sembrerebbero predone, le marinerie, vecchi pirati. Invece sono schiavi e sanno di bruciare, per due mani di padroni, ciò che resta del loro tesoro. Non è senza significato che tutto possa accadere «fuori e sotto», dove nessuno di chi sta «dentro e sopra» assiste all' ultima aratura dei fondali.
Anche l' Abruzzo e il Molise, terra di pastori e di contadini scesi infine sulla costa, seguono con annoiata indifferenza l' agonìa della loro piccola pesca, lo spegnersi della vita nel mare, la fuga impressionante dei pescatori dagli scafi invecchiati. Una stagione si chiude, ed una storia, con un altro doloroso e taciuto fallimento. All' orizzonte, una ritirata verso il nulla. Lasciare che il tempo, per giorni, scorra nei porti, nei mercati delle aste, sulle coperte degli strascichi, delle vongolare e delle lampare, è come seguire la parodia di un Paese concentrato nella celebrazione del proprio funerale, senza badarci troppo. «In mare non resta quasi niente - dice l' armatore Giuseppe Gasparroni - così si pesca sempre di più. Uno sforzo insostenibile, garantito da pescatori ignoranti, grossisti irresponsabili e politici corrotti». Dopo quarant' anni di razzìa, il cerchio si chiude. L' Adriatico è uno dei mari più inquinati del mondo. Era il più ricco, con oltre 700 specie: per i biologi gli resta un decennio di «mutante equilibrio».
«Sembrerebbe una selezione positiva - dice ad Ortona il fisico Lelio Del Re - un salvifico disarmo.
Le statistiche coprono invece l' ennesima truffa». La grande fuga dal mare moribondo, infatti, non esiste. I pescherecci, acquistati con i fondi dello Stato e dell' Europa, vengono ora rottamati grazie ad altri fondi dello Stato e dell' Europa. Migliaia di licenze, passano nelle mani di pochi investitori finanziari. Le barche, secondo il ministero più piccolee dotate di motori meno potenti, raddoppiano invece clandestinamente stazza, reti e cavalli. Nessuno cala sacchi con maglie da quattro centimetri, per risparmiare i piccoli. «Se non usi quelli illegali da uno - dice il retista Mario D' Incecco detto Vulcano - ormai torni vuoto. Le reti devono misurare chilometri,i motori da 250 superano in realtà i mille cavalli. È come cacciare gli ultimi fringuelli con il bazooka».
Mediterraneo. «Valgono - dice un commerciante nel Caffè Fachiro di Termoli - più della cocaina».
È un reato sia offrirli che consumarli. Quattro ristoranti della costa, tra Pescara e Francavilla, li presentano però oggi ai loro clienti. Basta insistere appena: un piatto, 52 euro. «La verità - dice il veterinario pescarese Vincenzo Olivieri - è che la pesca italiana non ha regole, non ha dati credibili e si esercita senza controlli. Tutto falso, dalla quantità al reddito dichiarato. La biomassa pescabile, in pochi anni, è crollata. L' unica misura adottata è stato il fermo». Una beffa.
Puglia e la Sicilia- dice Carlo Salvatore, responsabile della Lega Pesca di Abruzzo e Molise - sono considerati fuori controllo. Altrimenti si va in Croazia, in Albania e in Grecia, lungo la costa africanao in Spagna: e da lì il pesce adriatico torna in Italia pulito». Per i piccoli pescatori, è devastante. In estate le importazioni sfondano quota 90%. Nelle trattorie dei porti si mangia persico del lago Vittoria e pangasio del Mekong, il fiume più inquinato del Vietnam. Gli italiani si buttano sul surgelato, sullo sfilettato e sui bastoncini. Il prezzo, serve e qual è il prezzo. Notti e giorni attaccati a telefono e radio, con l' incubo di non coprire le spese del gasolio. Per un chilo di alici mi danno 60 centesimi: a Pescara le comproa 4,50 euro, a Roma dopo due ore salgono a 9. Certe sere devo cedere a 50 centesimi e al mattino, a Milano, si vende a 16 euro. Se non accetti, ti ritiri».
grossisti sono controllati dalle banche e ricattano i pescatori, a cui anticipano o prestano i soldi per pagare i debiti. Le società sono nelle mani di investitori stranieri, spagnoli, giapponesie dell' Europa orientale, che possiedono il monopolio delle importazioni.E qui il cerchio si chiude. Il pesce importato costa meno e rende di più, tagliai prezzi del pescato nazionale, strozza i piccoli e soddisfa industrie e banchi della grande distribuzione. La politica si pagai costi elettoralie finge di rispondere alle pressioni atlantiche della Ue.
unisce oggi l' Italia. Immigrato dal Senegal, in quattro anni di aggiughe siè costruito una flotta a Dakar. Pescando in Adriatico fa pescare nell' Atlantico. Pochi, negli Abruzzi estinti, sono abruzzesi quanto lui. Se rientra, non può tornare. Così rimane qui, in mare, senza una parola: ed è il suo più doloroso rimpianto.
DAL NOSTRO INVIATO GIAMPAOLO VISETTI
giovedì 12 febbraio 2009
200 anni di AUGURI
giovedì 29 gennaio 2009
Una firma per la Riserva Grotta delle Farfalle
Associazioni e Comitati della provincia di Chieti promuovono una raccolta firme a tutela di un tratto di costa ancora relativamente incontaminato in comune di Rocca San Giovanni in località la Foce, alla fine della stupenda vallata identificata come Sito di Interesse Comunitario, in prossimità del mare, limitrofo alla Riserva Naturale Regionale “Grotta delle Farfalle”.Si tratta di un progetto di 9.000 mc con 60 miniappartamenti, piscina, campi da tennis, teatro all'aperto, piazza pavimentata, e parcheggio sotto una bellissima pineta, oggi ancora poco antropizzata, che andrebbe a stravolgere l'area della foce del Torrente Fosso Grande. Un corso d'acqua che proprio per la sua naturalità ha meritato il riconoscimento europeo e l'istituzione della Riserva Naturale.
Firmare la petizione significa far capire all'Amministrazione locale che esiste una collettività che da ancora valore agli aspetti naturali e culturali del nostro territorio.
mercoledì 28 gennaio 2009
AMP Torre del Cerrano. Si spera ancora!
la maggiore agenzia giornalistica italiana:
L'estate scorsa vennero pubblicamente promesse le stesse cose. Ma la speranza è sempre l'ultima a morire!
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lunedì 26 gennaio 2009
Unione Parchi e Natura d'Italia
In occasione del seminario sulle professioni nelle aree protette, organizzato da AIDAP e Federparchi il 14 gennaio scorso al Parco regionale dell’Appia Antica in Roma, è stata pubblicamente presentata l’Unione per i Parchi e la Natura d’Italia che riunisce sotto un unico coordinamento le maggiori associazioni che si occupano di professioni legate alle aree protette e cioè:
- AIDAP- Ass. Italiana Direttori e Funzionari Aree Protette
- AIGAP- Ass. Italiana Guardie Aree Protette
- AIGAE- Ass. Italiana Guide Ambientali Escursionistiche
Le attività di coordinamento saranno garantite da un Comitato composto da tre rappresentanti per ogni associazione e da un portavoce indicato congiuntamente dalle tre associazioni, comitato che si farà carico anche di rapportarsi all’esterno con l’opinione pubblica, con le istituzioni e i vari soggetti politici al fine di proporre e suggerire provvedimenti e iniziative legislative e di indirizzo gestionale funzionali al miglioramento della gestione e tutela delle Aree protette.
L’Unione vuole offrire il proprio contributo tecnico e culturale al mondo della gestione delle Aree naturali protette e dell’ambiente per il consolidamento e la costituzione di adeguati strumenti di gestione ed efficacia dei parchi.
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venerdì 9 gennaio 2009
A Bologna finalmente vera Urbanistica
venerdì 26 dicembre 2008
Buone Feste e buon 2009
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lunedì 15 dicembre 2008
Organismo di Gestione per la Riserva Borsacchio
lunedì 1 dicembre 2008
Riserva Borsacchio alla Provincia di Teramo
- Il Presidente del Comitato nominato dalla Provincia di Teramo.
- Due rappresentanti del Comune di Roseto (Convenzionalente uno di maggioranza e l'altro di opposizione).
- Un rappresentante del Comune di Giulianova.
- Un rappresentante delle Associazioni di protezione ambientale di interesse nazionale (L.349/85).
- Un rappresentante dell'associazionismo locale (associazioni iscritte all'Albo provinciale).
- Un rappresentante delle Università o centri di ricerca locali.
- Un rappresentante del Corpo Forestale dello Stato.
domenica 9 novembre 2008
Ciclisti ed Ambientalisti, alleanza importante!
venerdì 7 novembre 2008
Pineto ... si può fare, basta volerlo!
lunedì 3 novembre 2008
Petrolieri in Adriatico
John Craven, direttore esecutivo della Petroceltic International: «L'Italia è un buon posto dove fare business. Le condizioni fiscali sono favorevoli, i costi di estrazione bassi, non ci sono rischi politici, le infrastrutture sviluppate, la competizione è limitata ed i produttori possono beneficiare di prezzi elevati per quanto riguarda petrolio e gas».
La vicenda è sbarcata qualche giorno fa in Parlamento. Il senatore Legnini ha interrogato il ministro dell'Ambiente. «Risultano rilasciate varie autorizzazioni per l'estrazione di petrolio e gas su terra e mare. E' in fase di avvio il centro Oli di Ortona, contro cui si è schierato il consiglio regionale abruzzese. E, soprattutto - ha dichiarato l'onorevole del Pd - risultano rilasciati nove permessi di ricerca petrolifera alla Petroceltic, per un totale di circa 2.500 chilometri quadrati, sul Mar Adriatico». Risposta del ministro Vito: «Confermo l'apprezzamento del Governo rispetto alla prosecuzione delle attività di ricerca e estrazione, che rivestono una grande importanza nel quadro del fabbisogno energetico del Paese».
Chi ci guadagna? Lo Stato incassa cinque euro e sedici centesimi per metro quadro in concessione annuale: una miseria che non tiene conto dei probabili danni ambientali «Con pochi soldi possono sfruttare ed inquinare l'Abruzzo e l'Adriatico infischiandosene di noi cittadini», risponde Giusto Di Fabio, presidente del Comitato Natura Verde. «Siamo molto preoccupati - gli fa eco Maria Rita D'Orsogna, docente alla California State University at Northridge di Los Angeles - Questo petrolio è di scarsa qualità, pieno di impurità e di zolfo. E' solo speculazione. L'Adriatico impiega 100 anni per ripulire le acque superficiali. E ogni minimo incidente si trasformerebbe in una catastrofe» attesta la scienziata.
Nel capitale di Petroceltic International è recentemente entrato (quota del 22,6%) il gruppo spagnolo Iberdrola, con un aumento di capitale da 55 milioni di dollari, da usare per finanziare le nuove esplorazioni in Adriatico.
Tratto da: La Stampa del 28/10/2008